Penso al Natale come tempo di cura: prevenzione, ascolto e presenza.
Il Natale è un momento speciale, in cui possiamo rallentare, vivere le persone intorno a noi o fare spazio a nuove intenzioni.
È un tempo che invita alla riflessione, non solo sugli affetti, ma anche su cosa significhi davvero prendersi cura di sé o di qualcun altro.
Nel mio lavoro di medico, la cura non è mai un gesto isolato o un intervento standardizzato. È un percorso che nasce dall’ascolto, dalla conoscenza profonda della persona e dalla prevenzione, intesa come atto di rispetto della salute.
La prevenzione è sicuramente il primo atto d’amore verso se stessi
Prendersi cura della propria salute non significa intervenire quando qualcosa non funziona, ma imparare a leggere i segnali prima che diventino un problema. La prevenzione è consapevolezza, è attenzione quotidiana, è la scelta di investire nel proprio benessere nel tempo.
È da qui che parte ogni mio approccio: osservare, comprendere, prevenire. Perché un corpo ascoltato è un corpo che risponde meglio, oggi e domani.
Ogni paziente è unico, ogni percorso è personale
Non esistono protocolli universali quando si parla di salute e benessere. Ogni persona ha una storia diversa, uno stile di vita, un metabolismo, esigenze e obiettivi propri.
Per questo credo profondamente in un approccio medico personalizzato, che tenga conto dell’unicità di ogni paziente e che costruisca percorsi su misura, rispettosi e sostenibili.
La medicina funzionale e l’esperienza in ambito vascolare mi hanno insegnato che il corpo va considerato come un sistema complesso, in cui ogni elemento è interconnesso. È solo partendo da questa visione globale che si possono ottenere risultati autentici e duraturi.
In camice, anche durante le feste
Per molti il Natale coincide con una pausa, con un periodo di vacanza. Per chi svolge il mio lavoro, a volte, le feste si trascorrono in camice.
Può capitare di lavorare, di essere presenti quando qualcuno ha bisogno, di scegliere la continuità della cura.
Io ne approfitto per riflettere, sul mio camice e su quello che rappresenta. Ogni giorno dell’anno. La medicina è fatta anche di tempo, di sguardi, di parole dette al momento giusto. Ed è proprio in questi giorni, così carichi di emozioni, che la presenza diventa ancora più importante.
La prima terapia, prima di qualsiasi protocollo o indicazione, è esserci.
Essere presenti, disponibili, attenti.
E poi è slancio, studio, dedizione. Il piacere e il dovere che si onorano sempre. Per il paziente e con il paziente.
Ecco dunque che mi auguro e vi auguro, prima di ogni cosa, di stare bene e di poter cogliere queste feste come occasione di decisioni vere. Non rimandate più quella visita, quell’esame, le buone regole di vita e i giusti rimedi per le criticità.
Un augurio importante
In questo periodo dell’anno, l’augurio che sento di fare a tutti e a ciascuno è semplice ma profondo: concedersi il tempo di ascoltarsi, riprendere in mano lo specchio buono e guardarsi con generosità, mettere in agenda l’appuntamento con tutto quello che può aiutare la salute.
Il Natale può essere l’inizio di un nuovo modo di volersi bene. Conla prevenzione, la cura consapevole e un rapporto più gentile con il proprio corpo.
Non vi chiedo di non godervi la tavola e la compagnia. Ci sono momenti in cui è necessario coccolarsi, gustarsi un manicaretto, brindare senza troppo restrizioni.
Vi chiedo invece di essere presenti. Presenti alla vostra Favola di Vita. Con gioia e fiducia. Con un pizzico di allegria. E con la determinazione utile a ricordarvi che siete protagonisti di ogni passo.
Dopo le feste ci penserà la Kyminasi Diet a rimettervi in forma, a ristabilire gli equilibri e a darvi le giuste direzioni di nutrizione. Naturalmente potete già prenotare anche tutti i trattamenti di medicina estetica.
Intanto buone feste. Buone feste a chi è ha bisogno particolare di cure. Buone feste a offre amore ai propri affetti malati. Buone feste a chi sta programmando la sua remise en forme per gennaio 2026. Buone feste a chi ci è arrivato in pieno benessere.
E buone feste al mio camice, simbolo di una professione, di un amore senza fine, di una scelta di cura e presenza, di un impegno che rinnovo ogni mattina. Un camice che, anche nei momenti difficili e dolorosi, non ha mai smesso di esserci, come una seconda pelle.
📍Contatti
Dott.ssa Michela Squeo
Medico Chirurgo
Specialista in:
• Chirurgia Vascolare
• Medicina Funzionale
• Medicina Estetica
Sedi:
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